#pillole3 – Costellazioni Familiari: Cosa sono e a cosa servono?

 Costellazioni Familiari di Bert Hellinger: cosa sono e a cosa servono?

 

Cosa sono le “Costellazioni Familiari”?

Le “Costellazioni Familiari” sono uno strumento utile per mettere ordine nella nostra vita, esse infatti possono lavorare su: malesseri, blocchi, ansie, timori, paure ma anche su sintomi,  dipendenze e perfino su tutte quelle situazioni che nel corso della vita tendono a ripetersi.

A quali ambiti si applicano?

Sono uno strumento dedicato alla vita, il che significa che possono essere applicate a tutti gli ambiti della vita: lavorativo, professionale, cognitivo, relazionale; a partire dalla relazione che abbiamo con noi stessi sino ad arrivare alla relazione che abbiamo con genitori, figli, fratelli con il partener e anche al rapporto con aspetti più specifici della vita come possono essere: il denaro e la nostra realizzazione professionale.

Da quali principi sono ispirate?

Il principio che guida le Costellazioni Familiari è quello secondo cui tra noi e i nostri antenati esiste un legame, una connessione, fatta di tante memorie positive, ma anche di una serie di pesi e di cariche dei quali non sappiamo né la provenienza né l’appartenenza, ci facciamo carico di qualcosa che non è nostro, sono condizionamenti che alle volte ci portano a fare delle scelte che ci allontanano da noi stessi e ci portano a vivere una vita che non è esattamente la nostra. Lo scopo delle costellazioni è quello di svelare questi meccanismi per poi andarci a lavorare.

Esempi di costellazioni.

Un esempio che ricordo è quello di due fratelli che continuavano a litigare e nessuno riusciva a fargli fare pace, fu proprio grazie ad una costellazione, che si scoprì che c’erano stati altri due fratelli nella genealogia  della famiglia che non si erano rivolti più la parola; ecco che loro tendevano a replicare lo stesso comportamento. Ciò accade perché si innesca un meccanismo comune nelle famiglie detto di  Fedeltà al Sistema Familiare, si replicava un comportamento che c’era già stato e in questo modo si dimostrava di essere buoni membri della famiglia, alla coscienza del sistema famigliare infatti, interessa poco se i comportamenti che replichiamo sono “positivi” o “negativi”, sono comportamenti che fanno parte di quel sistema e quando li riproduciamo ne siamo buoni membri.

Come funzionano?

Tutto inizia con una domanda, un aspetto della nostra vita che vogliamo indagare, la persona che domanda è chiamata cliente , ci sono altri partecipanti disposti a cerchio, alcuni osservano e sono chiamati osservatori e altri verranno chiamati a rappresentare, sono i rappresentanti, all’interno del cerchio ( o campo), ovvero il Campo Morfico (o morfogenetico) di Rupert Sheldrake , il quale tramite lo studio degli stormi di uccelli e dei cristalli d’acqua e solo in seguito delle molecole proteiche e cellule del DNA, individuò la presenza di una forza invisibile che agisce sul sistema non identificata con i suoi componenti ma con il sistema stesso e responsabile della sua struttura, forma e organizzazione la quale avrebbe anche una memoria del sistema .

Si sceglie successivamente un rappresentante per il cliente stesso, poi a seconda della domanda, uno per il padre, per la madre, per eventuali fratelli, nonni o per il partner; a quel punto accade qualcosa di davvero magico, ovvero i rappresentanti nel campo iniziano a comunicare e mettersi in relazione a volte in maniera diretta e chiara, altre in maniera sfumata, magari semplicemente attraverso lo sguardo o piccoli movimenti, tutto ciò è indicativo e chiaro per il terapeuta, nella comprensione delle dinamiche che caratterizzano quella famiglia e il suo sistema.

Esempio di rappresentazione.

I partecipanti sono disposti in cerchio, il cliente sceglie un rappresentante per se stesso, si pone davanti al rappresentate del padre, che sta un po’ defilato in un angolo all’esterno del cerchio e a quello di sua madre; il cliente sembra poco interessato allo sguardo della madre, perché non si sente visto dal padre. Così il cliente può andare verso il rappresentante del padre e dire una frase del tipo: “non mi sono mai sentito visto”, “non mi sono mai sentito amato da te”, questo tipo di frase, che sarebbe difficile da dire nella realtà è possibile in costellazione e può produrre un’immagine diversa, ad esempio avendo alla fine il cliente che si trova davanti ai genitori e il loro sguardo è su di lui,  ecco che l’amore ha ripreso a fluire, ristabilendo equilibri importanti.

Possiamo quindi concludere questa introduzione al mondo delle Costellazioni Familiari, potendo affermare che esse ci danno la possibilità di dire ciò che nella realtà della vita di tutti i giorni sarebbe molto più difficile e ci danno la possibilità di vedere un’immagine che ci portiamo dietro di ciò  a cui abbiamo assistito riguardo le  dinamiche in atto nel nostro sistema famigliare.

Continuerò a parlare nei prossimi articoli di questo argomento e degli ordini dell’amore e della vita necessari perché le relazioni possano fluire al meglio.

#staytuned #pillole #psicologiasoterica #followus #newera 

Per maggiori informazioni su questo argomento, o per una sessione di Costellazioni Familiari puoi  contattarmi su:

sito web: gaiatortolina.eu 

e-mail : info@gaiatortolina.eu   –  gaiatortolina@gmail.com

phone: +39 3386675451